Hyperglycaemia following immune checkpoint inhibitor therapy-Incidence, aetiology and assessment.
Mulla K, et al. · 2023
Revisione retrospettiva di cartelle cliniche su 959 persone; osservazionale, un solo contesto
L'immunoterapia per il cancro puo' far venire il diabete?
Revisione retrospettiva delle cartelle di 959 persone in trattamento con inibitori del checkpoint immunitario per melanoma, tumore del polmone o del rene. 103 (10,7%) avevano gia' un diabete all'inizio. Nell'anno successivo all'avvio della terapia 131 persone hanno presentato iperglicemia (definita come almeno una glicemia >= 11,1 mmol/L): l'incidenza e' stata del 55% in chi aveva gia' il diabete e dell'8,6% in chi non ce l'aveva. Fra le 74 persone con iperglicemia di nuova insorgenza senza diabete preesistente, il 76% era attribuibile a un diabete da STEROIDI e il 9,5% a un diabete indotto dall'immunoterapia, che somiglia al tipo 1. Gli autori avvertono di non farsi sfuggire proprio questi ultimi, perche' sono a rischio di chetoacidosi, che e' un'emergenza.
E' la scheda che collega i due assi nuovi. Tre quarti delle iperglicemie che compaiono durante l'immunoterapia non sono dovute all'immunoterapia: sono dovute al CORTISONE che si da' insieme. Ma il restante decimo e' una forma che assomiglia al tipo 1, arriva in fretta e puo' esordire con una chetoacidosi — cioe' con l'emergenza dell'altro asse. Per Leo la conseguenza e' semplice e importante: una persona in immunoterapia che comincia a urinare molto, ad avere molta sete e a dimagrire non deve aspettare il controllo successivo. E' anche un promemoria che i due assi di sicurezza non sono separati: un farmaco che alza la glicemia puo' finire nell'emergenza che l'altro asse insegna a riconoscere.