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Diabete / sintesi

Protocolli

Decisioni pratiche costruite a partire dagli studi. Le fonti restano separate dalla sintesi e la forza della prova è dichiarata.

DIABETE
tipo2 · prova forte

Il deficit che manda in remissione — e i chili che servono davvero

Non è una percentuale di macronutrienti: è il deficit di energia. Sotto i 5 kg la remissione è un'eccezione (7%), oltre i 15 kg è la regola (86%).

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Quando il farmaco cambia il piatto

Sì, in quattro casi precisi. Il più pericoloso: chi prende un SGLT2 e digiuna o taglia i carboidrati può andare in chetoacidosi con la glicemia quasi normale.

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L'ipoglicemia — i quindici grammi, e i quindici minuti

Non è «mangia qualcosa»: è una dose, e si ricontrolla dopo quindici minuti. Nell'adulto 15-20 g di glucosio alzano la glicemia di 45-65 mg/dL in tre quarti d'ora — e la cioccolata, che è il rimedio più usato, è fra i più lenti.

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La colazione — non toglierla, ancorala

Saltarla peggiora, e il perché è misurato: dopo una colazione la salita glicemica del pranzo è quasi assente invece che grande. Ma di cosa è fatta conta più di quanto è grande — due studi nel tipo 2 dicono che proteine e grassi accanto ai carboidrati battono i carboidrati da soli, a parità di calorie.

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Le giornate di malattia — il piano si scrive quando stai bene

Il giorno in cui stai male non è il giorno per improvvisare: l'insulina di base non si sospende mai, e alcuni farmaci invece sì. Sei segnali dicono di chiamare subito, e il piano va chiesto al centro prima di servire.

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La fibra batte l'indice glicemico — due leve che vengono sempre confuse

L'indice glicemico vale un terzo di punto di HbA1c. Ma in chi ha già il diabete, ciò che si associa a meno morti è la fibra: −17% di mortalità ogni 6,4 g al giorno in più.

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I grassi — quali contano, e perché la qualità batte la quantità

Sostituire il 2% dell'energia dai grassi saturi con polinsaturi si associa a 12-15% di mortalità in meno in chi ha già il tipo 2. È una delle poche leve con dati di mortalità — e in Italia solo il 30% dei diabetici centra il bersaglio sui saturi.

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Le proteine — quante, quali e quando

1,2-1,4 g/kg mentre si dimagrisce, 30-45 g per pasto dopo i 65 anni. Un premeal di siero di latte 15 minuti prima abbassa il picco di 1,4 mmol/L. Ma con il rene malato il tetto crolla a 0,8.

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tipo1 · prova moderata

Tipo 1 — la sincronia conta più del piatto

Non è togliere zuccheri: è far combaciare il cibo con l'insulina. Anticipare il bolo di 15-20 minuti abbassa il picco di circa il 30%, senza cambiare un grammo del piatto.

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tipo1 · prova moderata

Contare i carboidrati — quanto vale, e dove sbaglia

Vale 0,64 punti di HbA1c negli adulti, e non fa ingrassare né aumenta le ipoglicemie. Ma con i piatti ricchi di grassi e proteine il conto salta: lì il picco arriva a quattro ore, quando il bolo è già finito.

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tipo1 · prova moderata

Bambini e ragazzi col tipo 1 — il bersaglio è la crescita

Non è il peso e non è la glicemia: è la crescita. I carboidrati stanno al 45-55% dell'energia, e sotto i 18 anni le diete a bassi carboidrati non si propongono.

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tipo2 · prova moderata

Il tipo 2 dell'adolescente — non è il tipo 2 di un adulto in piccolo

È una malattia più aggressiva: a 26 anni di età media, dopo 13 anni di diabete, il 60% aveva già una complicanza e il 28% due. E la beta-cellula dei ragazzi si esaurisce dove quella degli adulti regge. Ma la dieta resta quella della crescita, non quella del dimagrimento a tutti i costi.

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L'ordine dei cibi e l'orologio

Stesso piatto, stesse calorie: verdura e proteine prima, carboidrati per ultimi taglia il picco di oltre il 50% nel tipo 2. Ma nel tipo 1 non è mai stato studiato, e lì il conto cambia.

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Gravidanza — il pavimento prima del tetto

Qui il numero che conta non è un massimo ma un minimo: mai sotto 175 g di carboidrati al giorno. E nel piccolo studio che l'ha misurato, più di una donna su due con diabete preesistente ci stava sotto senza saperlo.

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Il Ramadan e il diabete — se digiuni comunque, ecco come

Qui il consiglio non può essere «non farlo»: molti digiunano comunque, ed è una scelta legittima. La differenza la fa la valutazione prima del mese — e il timore della chetoacidosi, secondo la revisione dedicata, non ha le prove che gli si attribuiscono.

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Il movimento attaccato al pasto

Venti minuti di camminata subito dopo aver finito di mangiare. Ogni minuto di attesa erode l'effetto, e camminare prima del pasto non serve a niente. Ma i numeri vengono soprattutto da persone senza diabete o a rischio: nel tipo 2 la direzione tiene e la prova specifica è più debole, nel tipo 1 non c'è affatto.

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Quando un organo cambia la prescrizione

Il fegato grasso riguarda 2 persone su 3 col tipo 2 e ha tre soglie di calo peso diverse. Il rene ribalta il consiglio sulle proteine. E curare le gengive vale 0,43 punti di HbA1c.

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La pressione e il sale — la leva che nessuno ti consegna

Nel diabete si muore di cuore, e la pressione è una leva grande quanto la glicemia. Ma il sale sposta meno di quanto si crede: nel trial che ha randomizzato entrambi, a cambiare la glicemia è stato il tipo di dieta, non il sodio.

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Il sonno decide quanto mangi domani

Allungare il sonno di un'ora e dodici minuti fa mangiare 270 kcal in meno al giorno, senza prescrivere niente. E bastava una sola seduta di igiene del sonno.

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Mangiare quando si lavora di notte — turni, orari e jet lag sociale

Metà delle raccomandazioni di orario di questo protocollo diventano inapplicabili per chi fa i turni, e nessuno lo dice. Il dato più utile: negli attivi lavorativamente il disallineamento fra orologio sociale e biologico si associa a HbA1c e pressione più alte — nei pensionati no.

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Integratori — correggere una carenza non è aggiungere una pillola

La vitamina E non fa nulla — tranne in chi ne ha poca, dove vale mezzo punto di HbA1c. È tutta qui la differenza, e quasi nessuno la fa. Attenzione però: quasi tutto ciò che segue è misurato nel tipo 2, perché il tipo 1 era escluso dagli studi.

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Quando la dieta è il problema — disturbi alimentari e diabete

È l'unica area in cui ottimizzare il piatto può peggiorare le cose. I comportamenti alimentari disturbati riguardano il 30-50% delle ragazze col tipo 1, e omettere l'insulina per non ingrassare ha un nome: qui il piano non lo fa una pagina.

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Microbiota — la fibra fermentabile batte il probiotico

10 g al giorno di inulina per almeno 6 settimane sono l'unica raccomandazione dell'area con dose, durata e intervallo di confidenza. I probiotici rendono meno, e rendono di più dentro un cibo che in capsula.

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I dolcificanti — cosa metti al posto dello zucchero

Non sono una categoria unica: nell'unico confronto diretto la saccarina ha fatto ingrassare quasi quanto lo zucchero e il sucralosio no. La domanda giusta non è «fanno male», è «rispetto a cosa» — e su tre di loro c'è un segnale che vale la pena conoscere.

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entrambi · prova forte

Il numero che guardi — obiettivi, tempo in range e quando l'HbA1c mente

Non è vero che più bassa è sempre meglio: puntando sotto il 6% la mortalità è salita del 22%. E l'HbA1c non vede le montagne russe che fanno il danno.

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entrambi · prova moderata

Chi ti aiuta a farlo — distress, depressione, burnout e stigma

Distress, depressione e burnout sono tre cose diverse, con risposte diverse — confonderle porta alla cura sbagliata. E un corso di educazione strutturata vale 0,57-0,64 punti di HbA1c: quanto un farmaco.

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entrambi · solo meccanismo

Perché funziona — la biochimica sotto le leve

La catena dal piatto alla cellula: grasso nel posto sbagliato, la seconda porta del muscolo, la fibra che parla al pancreas. Spiega il perché — non dimostra il quanto.

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