Vitamin D and Risk for Type 2 Diabetes in People With Prediabetes : A Systematic Review and Meta-analysis of Individual Participant Data From 3 Randomized Clinical Trials.
Pittas AG, et al. · 2023
Meta-analisi sui DATI INDIVIDUALI dei partecipanti di 3 RCT a basso rischio di bias — il livello piu' alto della piramide
Mettendo insieme i dati individuali di tutti i trial, la vitamina D previene il diabete?
Meta-analisi dei dati individuali dei partecipanti dei tre studi randomizzati progettati per testare la vitamina D contro placebo sul diabete di nuova insorgenza in adulti con prediabete (colecalciferolo 20.000 UI a settimana; colecalciferolo 4.000 UI al giorno; eldecalcitolo 0,75 mcg al giorno). Tutti a basso rischio di bias. La vitamina D ha ridotto il rischio di diabete del 15% (hazard ratio 0,85; IC 95% 0,75-0,96) nelle analisi aggiustate, con una riduzione assoluta del rischio a 3 anni del 3,3% (IC 0,6-6,0). L'effetto non differiva nei sottogruppi predefiniti. Fra chi, nel gruppo trattato, ha mantenuto un livello di 25-idrossivitamina D di almeno 125 nmol/L rispetto a 50-74 nmol/L, il rischio si riduceva del 76% (hazard ratio 0,24; IC 0,16-0,36), con una riduzione assoluta a 3 anni del 18,1%. La vitamina D aumentava del 30% la probabilita' di tornare a una glicemia normale. Nessuna differenza negli eventi avversi.
E' il livello di prova piu' alto disponibile, ed e' il complemento di D2d: mettendo insieme i dati individuali, un effetto c'e' — piccolo (3,3 persone su 100 in tre anni) ma reale. Il numero spettacolare, il meno 76%, va maneggiato con cura: e' un confronto fra chi ha RAGGIUNTO livelli alti e chi no DENTRO il gruppo trattato, quindi non e' piu' un confronto randomizzato, e chi raggiunge quei livelli puo' essere diverso in altro. Gli autori dichiarano anche il limite di campo: questi risultati valgono per chi ha il prediabete e non si trasferiscono alla popolazione generale. Una precisazione necessaria, perche' la conclusione intuitiva sarebbe 'allora misuriamo la vitamina D a tutti' e non e' cosi': la linea guida della Endocrine Society suggerisce di NON dosarla di routine e, nel prediabete ad alto rischio, di integrare senza dosare (PMID 38828931). Sul diabete GIA' presente, poi, il consenso ADA sulla nutrizione (PMID 31000505) dichiara che l'uso di routine di integratori di cromo O DI VITAMINA D per migliorare la glicemia nel diabete non e' sostenuto dalle prove e non e' raccomandato. La lettura pratica: la vitamina D non e' un farmaco antidiabete, ma nel prediabete e' l'unico micronutriente con una prova di prevenzione a questo livello.