Efficacy of vitamin D supplementation on glycaemic control in type 2 diabetes: An updated systematic review and meta-analysis of randomized controlled trials.
Chen W, et al. · 2024
Revisione sistematica e meta-analisi di 39 RCT (2.982 partecipanti)
Nella persona che ha gia' il diabete tipo 2, la vitamina D migliora il controllo glicemico?
Meta-analisi di 39 studi randomizzati per 2.982 partecipanti col tipo 2. Nel gruppo vitamina D si e' osservato un calo significativo di glicemia a digiuno (differenza media ponderata -0,49 mmol/L; IC 95% -0,69 a -0,28), HbA1c (-0,30%; IC -0,43 a -0,18), HOMA-IR (-0,39; IC -0,64 a -0,14) e insulina a digiuno (-1,31 microUI/ml). Le analisi per sottogruppi indicano che l'effetto dipende da dose e durata, dal livello di 25(OH)D di partenza e dal BMI: era piu' marcato con dosi alte per periodi brevi, in chi era in CARENZA di vitamina D, in chi era in sovrappeso e in chi partiva da un'HbA1c dell'8% o piu'. Gli autori suggeriscono che la vitamina D possa essere raccomandata come trattamento complementare.
E' la domanda diversa da quella della prevenzione, e va tenuta separata: qui parliamo di chi ha gia' il diabete, e un terzo di punto di glicata non e' nulla. Il dato piu' utile sta nei sottogruppi, ed e' coerente con tutto l'asse: l'effetto si concentra in chi era in CARENZA. Cioe' non e' 'la vitamina D cura il diabete', e' 'correggere una carenza migliora anche la glicemia'. Attenzione a due divergenze da riferire sempre insieme a questo risultato. Le network meta-analisi sullo stesso nutriente parlano di certezza BASSA (PMID 35963372). E il consenso ADA sulla nutrizione (PMID 31000505) dichiara che l'uso di routine di integratori di cromo O DI VITAMINA D per migliorare la glicemia nel diabete non e' sostenuto dalle prove e non e' raccomandato — cioe' la conclusione degli autori qui ('puo' essere raccomandata come complemento') e' piu' generosa di quella della societa' scientifica di riferimento. Quando succede, si riferiscono entrambe e si dice che non concordano.